sabato 23 settembre 2017

Compagni di viaggio letterari



Quando si attraversano le pagine di un romanzo si parte senza sapere dove si arriverà, si viaggia lontano, si prende un'altra identità e si pensano cose e si agisce in un modo che non avremmo mai immginato di poter fare...
A me piace viaggiare lontano, a volte adoro ritrovarmi tra le strade di Tokyo, mangiare cibo nuovo, diventare amica di persone con una vita molto diversa dalla mia. In questi giorni sono a Parigi negli anni'50. Nell'ultimo anno sono stata nell'Italia del '600, a Londra negli anni '30 e poi ancora a New York.
Sono stata un giovane ebreo americano che cerca il suo equilibrio dallo psicanalista, una giovane francese che scappa di casa e se ne va a Parigi. Sono stata una giovane donna innamorata, che creduta una strega viene arsa sul rogo.

Ho creato Elisa e Livia come mie perfette compagne di viaggio, chissà a chi altro piacerebbe viaggiare con loro...
Nel blog Un buon libro non finisce mai si parla di viaggio nella lettura, sei romanzi come fuga dalla quotidianità e un piccolo assaggio di Normandia.



domenica 17 settembre 2017

Continua a viaggiare con noi

In questi giorni di fine estate sei scrittrici organizzano per voi un viaggio attraverso le pagine dei loro romanzi: nella valigia del blogtour tante promozioni e give away!


Le autrici e i romanzi protagonisti sono:

Fotografie in Re Maggiore - Claudia Bresolin
Come un’isola – Monika M
Devi orzare, Baal! – Virginia Less
Lettere fra l’erba – Clara Cerri
Il Professionista – Flavia Cantini
Lieve come la neve – Chiara Trabalza

Ecco le tappe del nostro viaggio: 
18/09 - Libri,il nostro angolo di paradiso Presentazione dei romanzi
20/09 – Les fleurs du mal Consigli ispirati ai romanzi per superare lo                                  stress da rientro
22/09 – Un buon libro non finisce mai I compagni di viaggio
25/09 – L’equazione dei libri Le città di ambientazione dei romanzi
27/09 Lastamberga d’inchiostroFotografie di viaggio


Non si parte per un blogtour senza mettere in valigia promozioni e give away!

Promozione
Tutti i romanzi (nei formati ebook e cartacei) saranno scontati del 65% acquistandoli attraverso il sito www.youcanprint.it inserendo al momento dell’acquisto il codice promozionale BLOGTOUR1

Give away
Per ogni tappa c’è la possibilità di vincere i romanzi in formato ebook e all'ultima tappa i romanzi in formato cartaceo, favorendo chi ha seguito più tappe condividendo su facebook.
Come vincere?
Commenta le tappe nel blog senza dimenticare di specificare quali delle seguenti azioni si sono effettuate:
- Lettore fisso al blog (quando possibile)
- Mi piace sulle pagine delle autrice o dei romanzi su Facebook
- Condivisione sulla propria pagina Facebook del post

Ecco le pagine delle autrici:


Flavia Cantini - Il Professionista

Siete già a preparare i bagagli per partire? Non preoccupatevi portiamo noi il viaggio a voi!

mercoledì 6 settembre 2017

No selfie, please

No selfie, ma un self-portrait.
Influenzata dalla mia nuova ossessione per Frida Kahlo, mi fermo un po' su me stessa.







lunedì 7 agosto 2017

La non-sofferenza


Lo ripeto anche a me stessa “si deve vivere una una vita a tentare di essere felici non a evitare di soffrire”.

Continuo a ripetermelo “essere felice, essere felice, felice”, immagazzino nella mia mente aforismi che peró mi confondono “la vita è un pendolo tra la noia e la sofferenza”... “bisogna essere felici almeno un’ora”.

Felici, felici, contenti e felici.


Eppure in alcuni momenti anche la semplice non-sofferenza non è tanto male.
Ma continuo a ripetermelo, felice, felice, felice. Intanto, peró, mi rallegro, sorrido e mi viene in mente un vecchio film di Woody Allen... e ridere fa bene all’anima.




Amare è soffrire. Se non si vuol soffrire, non si deve amare.

Però allora si soffre di non amare. Pertanto amare è soffrire, non amare è soffrire, e soffrire è soffrire.
Essere felice è amare: allora essere felice è soffrire. Ma soffrire ci rende infelici. Pertanto per essere infelici si deve amare. O amare e soffrire. O soffrire per troppa felicità.
Io spero che tu prenda appunti (Amore e Guerra)



martedì 18 luglio 2017

Amarsi un po'

Gli amori impossibili non finiscono mai (Le mine vaganti, Ozpetek)

Amare qualcuno, ma dover contenere quell’amore.
Sentire il sentimento dell’altro, senza poterlo contraccambiare apertamente, doverlo misurare, chiuderlo in una scatola e non esternarlo.
Fingere di non amare, vedere l’amato con un’altra persona, sentire il proprio intimo trafitto e sorridere, limitarsi a un “voler bene”.

Ballare insieme, davanti a tanti altri, essere vicini, sfiorarsi e fingere che il cuore non abbia avuto un contraccolpo.

Questi sono i sentimenti di Livia che ascolta la canzone di Battisti al ritorno di un incontro con l'amato, uno scontro con la realtà:

Amarsi un po’ è come bere.
Più facile è respirare.
Basta guardarsi e poi
avvicinarsi un po’
e non lasciarsi mai
impaurire, no no.
Però, però volersi bene, no
partecipare è difficile
quasi come volare.

giovedì 6 luglio 2017

I baci di Andrea

6 luglio - giornata mondiale del bacio, ultimamente ho l'impressione che ogni giorno sia la giornata mondiale di qualcosa, nelle ultime settimane ho notato quella del libro, del tiramisù, del gelato, in arrivo (ho contrallato) ci sono quella dell'amicizia, della fotografia e della tigre (per chi volesse festeggiare quest'ultima, è il 29 luglio).
Tornando al tema bacio, un estratto da Fotografie in Re Maggiore, i baci tra Elisa e Andrea: 


I baci con Andrea.
Perfetti sulle mie labbra mi legavano a lui. I nostri primi baci erano stati emozionati, ansiosi; erano stati i primi, ma me n’ero impossessata come fossero dovuti essere gli ultimi.
Il desiderio di Andrea di volermi rubare l’anima con quei baci.
Ora erano diversi, preziose promesse che richiamavano ogni felicità tra noi trascorsa e profetizzavano un futuro per sempre insieme.


(Fotografie in Re Maggiore)


venerdì 30 giugno 2017

Scarpe in valigia...

Sicuramente in molte hanno vissuto una cattiva esperienza simile a quella di Elisa in viaggio: scarpe sbagliate in valigia.

Volevo solo ritrovarmi carina per una sera. Nonostante la pioggia, nonostante l’umidità, nonostante il cielo grigio da giorni, volevo essere carina.
Non potevo di certo indossare i jeans, quelli ormai erano destinati alla lavatrice. Non potevo portare gli stivali più comodi, perché tra fango e pioggia ormai erano impraticabili. Mi accontentai del décolletté  nero.
– Sono pronta! –
– Are you caming with those shoes? –
– I don’t have any other dry shoes at the moment... but I’m used to these, so no problem –
“Non si hanno mai abbastanza scarpe e non se ne portano mai a sufficienza in viaggio!” perché non avevo ascoltato Livia!
(Fotografie in Re Maggiore)